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La frontiera e le storie con Michela Monferrini

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Michela Monferrini è nata a Roma nel 1986, dove tuttora risiede. Pubblica poesie su riviste a antologie e nel 2005 ha vinto il premio Subway-Poesia. Nel 2014 esordisce con il suo primo romanzo Chiamami anche se è notte, pubblicato da Mondadori. È anche autrice di due guide letterarie dedicate alla Napoli di Raffaele La Capria e al Portogallo di Antonio Tabucchi. Nel 2019 pubblica per La nave di Teseo Muri maestri, una rassegna dei muri più importanti sparsi nel mondo e delle vicende umane che inevitabilmente sono a essi connesse. Quanti significati può avere un muro? Quante storie può contenere, ospitare, dividere? Un muro è chiusura, confine da valicare, limite ostile; è l’ostacolo della nostra azione, il perimetro
istituzionale dei nostri movimenti, l’irriducibile definizione di una diversità. E tuttavia, un muro può anche saper accogliere una preghiera, un sogno; può diventare lo spazio su cui si manifesta l’aspirazione a essere, il permesso di desiderare. Dal Muro di Berlino a quello del Pianto, da Wall Street ai muri dell’artista Candy Chang, che, prima a New Orleans, poi in tutto il mondo, raccolgono i desideri più importanti, quelli che si vorrebbero compiuti prima di morire. Dal muro di John Lennon a Praga fino a quello di Hong Kong, passando per Lisbona, Zurigo, Londra, Parigi, i “muri maestri” sono spazi del ricordo, simbolo di fratellanza, manifesto per la ribellione, l’amore, la gioventù.

 

«Questa è la storia del vostro viaggio e del contrario della parola “sperare”»

La frontiera degli affetti con Alessandro Milan

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Alessandro Milan nasce in provincia di Milano nel 1970. Giornalista, conduce programmi soprattutto d’inchiesta su diverse emittenti televisive. Nel 2018 ha pubblicato per DeA Planeta il romanzo Mi vivi dentro. Nell’ultimo libro ritroviamo molti dei momenti più belli della vita, segnati dai baci: quelli ricevuti da nostra mamma, quelli che si sono scambiati i nostri genitori, quelli dati alla donna amata o a chi non c’è più. E a pensarci bene, nei momenti più brutti, quello che è mancato sono proprio i baci, il contatto, la capacità di dirsi: ti voglio bene, ci sono, stringimi forte. Lo stesso vale per Alessandro, che dopo la scomparsa di sua moglie deve fare il papà di due figli quasi adolescenti e capaci di alternare colpi di genio, capricci, momenti di una sofferenza incomunicabile. Stavolta però deve affrontare anche la paura di perdere la propria madre, una paura che riporta a galla ricordi d’infanzia, ferite dimenticate e una lezione che tutto il suo passato sembra gridargli in faccia, regalandogli la salvezza: non bisogna mai smettere di dare baci a chi ci sta accanto.

 

«Non c’è momento chiave della nostra esistenza che non sia segnato da un bacio»

La frontiera dello spazio con Amedeo Balbi

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Amedeo Balbi, nato a Roma nel 1971, si laurea in Fisica ed è attualmente professore presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata. Si occupa principalmente di cosmologia. È autore di diversi libri divulgativi e di numerosi articoli per quotidiani e periodici. Ha scritto, tra gli altri, per “Le Scienze”, “La Stampa”, per le pagine culturali della “Repubblica” e del “Manifesto”. Nell’ultimo libro Balbi si chiede che cosa sappiamo dell’universo e risponde: «Molto, moltissimo: la sua età, la sua struttura, cosa contiene e come ha fatto a evolvere in uno spazio disseminato di galassie, stelle, pianeti. Solo poco più di un secolo fa non sapevamo quasi nulla di tutto questo». Spingendoci verso le frontiere dello spazio e del tempo, siamo arrivati a confrontarci con questioni che mettono a dura prova i nostri strumenti e i nostri concetti. Là, dove finisce il territorio familiare, oltre l’orizzonte di ciò che sappiamo o possiamo almeno intuire, c’è il buio?

 

«Tutto quello che serve è cucinato dentro le stelle»

La frontiera degli incubi con Paola Barbato

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Paola Barbato è nata nel 1971 a Milano e vive attualmente a Verona. È scrittrice e sceneggiatrice di
fumetti e, dal 1999, collabora regolarmente alla stesura di Dylan Dog, di cui è stata la prima sceneggiatrice donna. A partire dal 2006 pubblica tre romanzi thriller per Rizzoli: Bilico (2006), Mani nude (2008, vincitore del premio Scerbanenco) e Il Filo rosso (2010). Nel 2018 pubblica per Piemme Io so
chi sei, primo romanzo di una trilogia. Il secondo volume di questo progetto, Zoo, ancora un thriller,
è stato reso disponibile prima su Wattpad per poi arrivare nelle librerie nel 2019: il libro narra la lotta
di Anna (che si ritrova in una gabbia, tra sbarre, in un capannone pieno di gabbie simili alla sua e di persone come lei) contro chiunque l’abbia presa; una guerra impari perché non ha altre armi che la sua rabbia e la nudità a cui a poco a poco è stata costretta per combattere contro chi detiene il potere, qualcuno che nessuno ha mai visto, ma la cui presenza si avverte in ogni centimetro di quel luogo spaventoso, di giorno e di notte.

 

«Immagina di trovarti nel peggiore dei tuoi incubi. Se non riesci a
svegliarti, sei nello zoo»

 

I premi letterari

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La frontiera dei premi

Campiello, Strega, Viareggio, Bancarella, Pulitzer, Goncourt sono alcuni dei premi al centro di questa
indagine editoriale che svela i retroscena delle vittorie e delle sconfitte letterarie attraverso nuovi
documenti d’archivio, corrispondenze inedite, rassegne stampa e interviste. Dal rifiuto di Pasolini alla
poesia di Magrelli, dall’infanzia ritrovata di Rodari all’assenza provocatoria dei Wu Ming parlare di premi non è mai stato così intrigante. Una lunga tradizione che continua a elevare scrittori e opere sul podio della letteratura anche internazionale. La censura di Moravia, i successi di Cognetti e Giordano, la tarda vittoria di Bufalino, l’anticonformismo della D’Urbano e la passione della Postorino sono solo alcuni esempi dei casi letterari che animano queste pagine, frutto della ricerca degli allievi del master Professioni e prodotti dell’editoria promosso da Collegio Santa Caterina e Università di Pavia, una delle fucine italiani più importanti per nuovi talenti nel mondo dei libri.

 

«I vincitori non sanno quello che si perdono» (Gesualdo Bufalino)

 

La frontiera della scienza con Giovanni Destro Bisol

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Giovanni Destro Bisol è nato a Bologna nel 1959. Insegna Antropologia e Biodiversità umana presso
la Facoltà di Scienze dell’Università di Roma La Sapienza. Il suo lavoro di ricerca ha per oggetto gli
effetti dei fattori ambientali e socioculturali sulla struttura genetica delle popolazioni umane in differenti
contesti geografici. A partire dal 2004 è direttore dell’Istituto Italiano di Antropologia. Il libro al centro dell’incontro parte da una piccola sigla che corrisponde a un mondo di significati: il DNA, una risorsa contro le malattie, uno strumento per identificare gli assassini e una chiave per comprendere il comportamento umano. La sua storia è talmente antica da intrecciarsi con quella della comparsa della vita sulla Terra. E in futuro? Gli autori provano a parlarne direttamente con lui. Dalla genetica di Neandertal alla clonazione di esseri umani, mettono a fuoco speranze (e timori) che grazie al DNA si
aprono per la scienza e per le nostre esistenze, attraversando le frontiere della scienza.

 

«Quanta vita dietro tre lettere: dal passato profondo al futuro prossimo.
Il DNA come non era mai stato raccontato»

 

La frontiera della storia con Giuseppe Lupo

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Giuseppe Lupo è professore di letteratura italiana contemporanea presso l’Università Cattolica di
Milano e Brescia e autore di diversi saggi. Grazie a L’ultima sposa di Palmira (2011) ha vinto il premio
Selezione Campiello e il premio Vittorini. Dirige le riviste “Appennino” e “Studi Novecenteschi” e collabora alle pagine culturali del “Sole 24 Ore” e di “Avvenire”. Gli anni del nostro incanto ha vinto il
premio Viareggio e in Breve storia del mio silenzio narra una storia autobiografica di formazione: a quattro anni perde l’uso del linguaggio e da quel momento le parole si fanno nemiche. Il romanzo racconta la frontiera tra silenzio e parole, tra rifiuto e desiderio di dire, come un trauma infantile possa trasformarsi in vocazione e quanto le parole per lui siano state la sua casa, anche quando non c’erano.

 

«Ci sono attimi in cui capita di fissare dentro una foto il nostro
passaggio sulla terra e restare immobili per sempre»

 

La frontiera dei sentimenti con Fabio Volo

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Fabio Volo nasce in provincia di Bergamo nel 1972. È speaker radiofonico, attore e conduttore
televisivo. Nel 2000 esordisce come scrittore con Esco a fare due passi (Mondadori), romanzo che
riscuote immediatamente un grande successo. Tra i suoi libri si ricordano È tutta vita (2015) e
Quando tutto inizia (2017). A Novara l’autore presenta Una gran voglia di vivere, la storia di amore
di Marco e Anna che sembrava in grado di mantenere le promesse. Ma Marco non riesce a ricordare qual è stata la prima sera in cui non hanno acceso la musica, in cui non hanno aperto il vino. La prima in cui per stanchezza non l’ha accarezzata. Quando la complicità si è trasformata in competizione. Forse l’amore, come le fiamme, ha bisogno di ossigeno e sotto una campana si spegne. Forse, semplicemente, è tutto molto complicato. Il nuovo libro di Fabio Volo è il racconto di una frontiera, fisica e interiore, tra i sentimenti e le persone: una storia in cui ritrovarsi, emozionarsi e capire se esiste, a un certo punto, un
modo nuovo di stare insieme.

 

«Avevamo tutto per essere felici ma non riuscivamo ad esserlo»

 

Orta letteraria

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La frontiera del lago

Atmosfera incantata e misteri sullo sfondo del lago d’Orta in una storia corale che si colloca come
seguito ideale al precedente romanzo di Nicola Fantini e Laura Pariani, Nostra Signora degli scorpioni:
saga di un «piccolo mondo antico» del Novarese. I due autori ci accompagnano nei luoghi della
storia che hanno raccontato nell’ultimo loro libro edito da Sellerio ambientato nel 1878 durante
uno primi soggiorni italiani del musicista Pëtr Il’ič Čajkovskij che sul lago cerca ispirazione e sollievo per la propria inquietudine. Ma avviene un delitto e un’inspiegabile segregazione di cinque inglesine in una villa dell’isola di San Giulio… Un tour letterario nella storia e nelle curiosità del lago d’Orta. Con aperitivo finale.

 

«Annoiarci noi? Ci fanno proprio ridere! Quello che i turisti
conoscono del mondo è niente, assolutamente niente, a confronto
di ciò che accade a Orta»

 

Serata Alda Merini

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La frontiera fra poesia, musica e follia

Poetessa amatissima, personaggio trasgressivo e commovente che ha saputo parlare direttamente al cuore, Alda Merini ha rappresentato un caso del tutto particolare nella storia letteraria del Novecento italiano. A dieci anni dalla morte una serata per ricordarla con le sue poesie, spezzoni di un’intervista video di Paolo Taggi (Più della vita), composizioni musicali a lei dedicate tra amore, pazzia, temi mistici, slanci erotici e interrogativi estremi senza risposta, varcando le frontiere dell’esistenza con testi che continuano a giocare con le paure di ognuno e soprattutto aiutano a sognare per confermare una sua profezia: «i miei amori cominciano nei tempi futuri». L’evento è in collaborazione con l’Associazione Amici della Dedalo.

 

«Ogni notte per me è una tempesta di pensieri»