{"id":1502,"date":"2019-11-12T15:25:35","date_gmt":"2019-11-12T14:25:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.scrittoriegiovani.it\/public\/?p=1502"},"modified":"2019-11-07T10:26:23","modified_gmt":"2019-11-07T09:26:23","slug":"gli-incontri-dibattiti-con-gli-scrittori-nelle-scuole-dopo-la-distribuzione-dei-libri-nelle-classi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scrittoriegiovani.it\/public\/2019\/11\/12\/gli-incontri-dibattiti-con-gli-scrittori-nelle-scuole-dopo-la-distribuzione-dei-libri-nelle-classi\/","title":{"rendered":"Gli incontri-dibattiti con gli scrittori nelle scuole dopo la distribuzione dei libri nelle classi"},"content":{"rendered":"<p>MARTA MORAZZONI MARTED\u00cc 19 NOVEMBRE<\/p>\n<p>le frontiere del mito<\/p>\n<p>ore 10, Liceo scientifico Fermi, via Monte Nero 15A, Arona<\/p>\n<p>ore 12, Liceo linguistico Galilei via Gentile 33, Gozzano Incontro con i giovani a partire da <em>Il dono di Arianna <\/em>(Guanda)<\/p>\n<p>Marta Morazzoni \u00e8 nata a Milano nel 1950 e si \u00e8 laureata in Filosofia. Inizialmente insegnante, scopre, soprattutto attraverso la lettura di Proust, la grande passione per la scrittura, che la porta nel 1986 a pubblicare con Longanesi <em>La ragazza col turbante<\/em>, romanzo che riscuote un grande successo e viene tradotto in nove lingue. Pur non considerandosi scrittrice di mestiere, molte delle sue opere hanno ottenuto importanti riconoscimenti. Nel 1997 con <em>Il caso Courrier <\/em>vince il premio Campiello. Il suo ultimo romanzo \u00e8 <em>Il dono di Arianna <\/em>(2019), in cui i racconti mettono in scena le immagini pi\u00f9 fosche e pi\u00f9 appas-sionate della mitologia, innescando un meccanismo di immaginazione che, facendole rivivere, le allarga, le approfondisce, mutandole senza che il mito cambi la sua potenza. E regalando ai contorni di queste storie una nuova umanit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abI miti non hanno luogo, abitano la nostra testa e la fantasia\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIUSEPPE LUPO MERCOLED\u00cc 20 NOVEMBRE<\/p>\n<p>la frontiera della storia<\/p>\n<p>ore 9, ITIS Omar, baluardo La Marmora 12, Novara<\/p>\n<p>ore 12, ITIS Leonardo da Vinci via Aldo Moro 13, Borgomanero Incontro con i giovani a partire da <em>Breve storia del mio silenzio <\/em>e <em>Gli ultimi anni del nostro incanto <\/em>(Marsilio)<\/p>\n<p>Giuseppe Lupo \u00e8 professore di letteratura italiana contemporanea presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano e Brescia e autore di diversi saggi. Grazie a <em>L\u2019ultima sposa di Palmira <\/em>(2011) ha vinto il premio Selezione Campiello e il premio Vittorini. Dirige le riviste \u201cAppennino\u201d e \u201cStudi Novecenteschi\u201d e col-labora alle pagine culturali del \u201cSole 24 Ore\u201d e di \u201cAvvenire\u201d. <em>Gli anni del nostro incanto <\/em>ha vinto il premio Viareggio e in <em>Breve storia del mio silenzio <\/em>narra una storia autobiografica di formazione: a quattro anni perde l\u2019uso del linguaggio e da quel momento le parole si fanno nemiche. Il romanzo racconta la frontiera tra silenzio e parole, tra rifiuto e deside-rio di dire, come un trauma infantile possa trasformarsi in vocazione e quanto le parole per lui siano state la sua casa, anche quando non c\u2019erano.<\/p>\n<p>\u00abCi sono attimi in cui capita di fissare dentro una foto il nostro passaggio sulla terra e restare immobili per sempre\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LAURA PARIANI GIOVED\u00cc 21 NOVEMBRE<\/p>\n<p>le frontiere della ribellione<\/p>\n<p>ore 12, Liceo scientifico Antonelli via Toscana 20, Novara Incontro con i giovani a partire da <em>Il gioco di Santa Oca <\/em>(La nave di Teseo)<\/p>\n<p>Laura Pariani \u00e8 nata a Busto Arsizio nel 1951 e si \u00e8 laureata in Filosofia. Ha lavorato nel campo della pittura, del fumetto, del teatro di figura, dedicandosi poi all\u2019insegnamento. Ha collaborato alla sceneggiatura di <em>Cos\u00ec ridevano <\/em>di Gianni Amelio, Leone d\u2019Oro al Festival di Venezia. Tra i suoi libri <em>La foto di Orta <\/em>e <em>Piero alla guerra<\/em>. Con il suo ultimo romanzo, <em>Il gioco di Santa Oca <\/em>(2019), \u00e8 stata finalista al premio Campiello. \u00c8 un romanzo di ribellione e libert\u00e0, la storia di un sogno di giustizia e di una donna coraggiosa che sfida le convenzioni del suo tempo. Tutto parte nell\u2019autunno del 1652, quando un pugno di uomini, stanchi di subire le angherie dei nobili e dei soldati che razziano i paesi della brughiera lombarda tra una battaglia e l\u2019altra, si raccolgono intorno a Bonaventura Mangiaterra, un capopopolo che affascina i suoi compagni con la Bella Parola, una versione personale e ribelle delle storie della Bibbia. Un romanzo di frontiera tra Storia e storie, attese e delusioni, condizione femminile e maschile.<\/p>\n<p>\u00abLe cose pi\u00f9 importanti succedono cos\u00ec, per il balzo lieve di un inavvertito accadere\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIOVANNI DESTRO BISOL GIOVED\u00cc 21 NOVEMBRE<\/p>\n<p>la frontiera della scienza<\/p>\n<p>ore 11, IIS Pascal, Strada provinciale per Novara, Romentino Incontro con i giovani a partire dal libro scritto con Marco Capocasa <em>Intervista impossibile al DNA <\/em>(il Mulino) a colloquio con Paola Todeschino<\/p>\n<p>Giovanni Destro Bisol \u00e8 nato a Bologna nel 1959. Insegna Antropologia e Biodiversit\u00e0 umana presso la Facolt\u00e0 di Scienze dell\u2019Universit\u00e0 di Roma La Sapienza. Il suo lavoro di ricerca ha per oggetto gli effetti dei fattori ambientali e socioculturali sulla struttura genetica delle popolazioni umane in dif-ferenti contesti geografici. A partire dal 2004 \u00e8 direttore dell\u2019Istituto Italiano di Antropologia. Il libro al centro dell\u2019incontro parte da una piccola sigla che corrisponde a un mondo di significati: il DNA, una risorsa contro le malattie, uno strumento per identi-ficare gli assassini e una chiave per comprendere il comportamento umano. La sua storia \u00e8 talmente antica da intrecciarsi con quella della comparsa della vita sulla Terra. E in futuro? Gli autori provano a parlarne direttamente con lui. Dalla genetica di Neandertal alla clonazione di esseri umani, mettono a fuoco speranze (e timori) che grazie al DNA si aprono per la scienza e per le nostre esistenze, attraversando le frontiere della scienza.<\/p>\n<p>\u00abQuanta vita dietro tre lettere: dal passato profondo al futuro prossi-mo. Il DNA come non era mai stato raccontato\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PAOLA BARBATO VENERD\u00cc 22 NOVEMBRE<\/p>\n<p>la frontiera degli incubi<\/p>\n<p>ore 11, Istituto Lagrangia, corso Italia 48, Vercelli Incontro con i giovani a partire da <em>Io so chi sei <\/em>e <em>Zoo <\/em>(Piemme)<\/p>\n<p>Paola Barbato \u00e8 nata nel 1971 a Milano e vive attualmente a Verona. \u00c8 scrittrice e sceneggiatrice di fumetti e, dal 1999, collabora regolarmente alla stesura di <em>Dylan Dog<\/em>, di cui \u00e8 stata la prima sceneg-giatrice donna. A partire dal 2006 pubblica tre romanzi thriller per Rizzoli: <em>Bilico <\/em>(2006), <em>Mani nude <\/em>(2008, vincitore del premio Scerbanenco) e <em>Il Filo rosso <\/em>(2010). Nel 2018 pubblica per Piemme <em>Io so chi sei<\/em>, primo romanzo di una trilogia. Il secondo volume di questo progetto, <em>Zoo<\/em>, ancora un thriller, \u00e8 stato reso disponibile prima su Wattpad per poi arrivare nelle librerie nel 2019: il libro narra la lotta di Anna (che si ritrova in una gabbia, tra sbarre, in un capannone pieno di gabbie simili alla sua e di persone come lei) contro chiunque l\u2019abbia presa; una guerra impari perch\u00e9 non ha altre armi che la sua rabbia e la nudit\u00e0 a cui a poco a poco \u00e8 stata costretta per combattere contro chi detiene il potere, qualcuno che nessuno ha mai visto, ma la cui presenza si avverte in ogni centimetro di quel luogo spaventoso, di giorno e di notte.<\/p>\n<p>\u00abImmagina di trovarti nel peggiore dei tuoi incubi. Se non riesci a svegliarti, sei nello zoo\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MICHELA MONFERRINI LUNED\u00cc 25 NOVEMBRE<\/p>\n<p>la frontiera e le storie<\/p>\n<p>ore 10, ITE Mossotti, viale Curtatone 5, Novara Incontro con i giovani a partire da <em>Muri maestri <\/em>(La nave di Teseo)<\/p>\n<p>Michela Monferrini \u00e8 nata a Roma nel 1986, dove tuttora risiede. Pubblica poesie su riviste a antologie e nel 2005 ha vinto il premio Subway-Poesia. Nel 2014 esordisce con il suo primo romanzo <em>Chiamami anche se \u00e8 notte<\/em>, pubblicato da Mondadori. \u00c8 anche autrice di due guide letterarie dedicate alla Napoli di Raffaele La Capria e al Portogallo di Antonio Tabucchi. Nel 2019 pubblica per La nave di Teseo <em>Muri maestri<\/em>, una rassegna dei muri pi\u00f9 importanti sparsi nel mondo e delle vicende umane che inevitabilmen-te sono a essi connesse. Quanti significati pu\u00f2 avere un muro? Quante storie pu\u00f2 contenere, ospitare, dividere? Un muro \u00e8 chiusura, confine da valicare, limite ostile; \u00e8 l\u2019ostacolo della nostra azione, il perime-tro istituzionale dei nostri movimenti, l\u2019irriducibile definizione di una diversit\u00e0. E tuttavia, un muro pu\u00f2 anche saper accogliere una preghiera, un sogno; pu\u00f2 diventare lo spazio su cui si manifesta l\u2019aspirazione a essere, il permesso di desiderare. Dal Muro di Berlino a quello del Pianto, da Wall Street ai muri dell\u2019artista Candy Chang, che, prima a New Orleans, poi in tutto il mondo, raccolgono i desideri pi\u00f9 importanti, quelli che si vorrebbero compiuti prima di mori-re. Dal muro di John Lennon a Praga fino a quello di Hong Kong, passando per Lisbona, Zurigo, Londra, Parigi, i \u201cmuri maestri\u201d sono spazi del ricordo, simbolo di fratellanza, manifesto per la ribellione, l\u2019amore, la giovent\u00f9.<\/p>\n<p>\u00abQuesta \u00e8 la storia del vostro viaggio e del contrario della parola \u201csperare\u201d\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RENZO CRIVELLI MARTED\u00cc 26 NOVEMBRE<\/p>\n<p>la frontiera del tempo<\/p>\n<p>ore 10, Liceo scientifico Antonelli, via Toscana 20, Novara Incontro con i giovani<\/p>\n<p>\u00abNoi siamo quello che siamo stati\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>TAKOUA BEN MOHAMED MERCOLED\u00cc 27 NOVEMBRE<\/p>\n<p>la frontiera dell\u2019integrazione<\/p>\n<p>ore 9, Liceo artistico Casorati, via Greppi 18, Novara Incontro con i giovani a partire da <em>Sotto il velo <\/em>e <em>La rivoluzione dei gelsomini <\/em>(BeccoGiallo)<\/p>\n<p>\u00abNon esistono due culture che non hanno niente in comune, proprio sui punti in comune dobbiamo lavorare per costruire il dialogo e la convivenza\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ANTONIA ARSLAN e SIOBHAN NASH-MARSHALL GIOVED\u00cc 28 NOVEMBRE<\/p>\n<p>la frontiera dell\u2019odio<\/p>\n<p>ore 9, Liceo delle scienze umane Bellini, baluardo La Marmora 10, Novara Incontro con i giovani su <em>La masseria delle allodole <\/em>e <em>Lettera a una ragazza in Turchia <\/em>(Rizzoli) di Antonia Arslan e <em>I peccati dei padri <\/em>di Siobhan Nash Marshall (Guerini e Associati)<\/p>\n<p>ore 12, ITIS Fauser, via Ricci 14, Novara<\/p>\n<p>Antonia Arslan \u00e8 nata a Padova nel 1938. Ha origini armene e, riguardo al genocidio del popolo armeno, ha anche scritto saggi divulgativi e romanzi. Il suo esordio letterario avviene nel 2004 con <em>La masseria delle allodo-le <\/em>(Rizzoli), vincitore del premio Strega di narrativa e finalista al premio Campiello. Il libro pi\u00f9 recente \u00e8 <em>Lettera a una ragazza in Turchia <\/em>(Rizzoli).<\/p>\n<p>Siobhan Nash-Marshall insegna filosofia al Manhattanville College di New York dopo essersi specializzata all\u2019Universit\u00e0 di Padova e alla Cattolica di Milano. <em>I peccati dei padri <\/em>(Guerini e Associati) si occupa del negazionismo turco e del genocidio armeno.<\/p>\n<p>\u00abNon piace a nessuno essere circondato dalla sporca tragedia, toccare quegli orrori da vicino, annusare tutto intorno la morte &#8211; e non poter far niente\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CRISTIANO CAVINA GIOVED\u00cc 28 NOVEMBRE<\/p>\n<p>la frontiera della guerra<\/p>\n<p>ore 10, Istituto alberghiero Ravizza, corso Risorgimento 405, Novara<\/p>\n<p>ore 12, IIS Bonfantini, corso Risorgimento 405, Novara Incontro con i giovani a partire da <em>Ottanta rose mezz\u2019ora <\/em>(Marcos y Marcos)e <em>Fratelli nella notte <\/em>(Feltrinelli)<\/p>\n<p>Cristiano Cavina, nato a Faenza nel 1974, cresce con i nonni materni e la madre. Le sue due grandi passioni sono il calcio e la letteratura. Oltre che con lavori saltuari, infatti, Cavina si mantiene scri-vendo romanzi. Il suo primo libro, <em>Scavare una buca <\/em>(2010), ottiene un grande successo e viene tradotto anche in francese. In <em>Ottanta rose mezz\u2019ora <\/em>(Marcos y Marcos) siamo nella seconda guerra mondiale, con due fratelli davanti alla frontiera fra vivere e mori-re: ma non ci sono eroi n\u00e9 mostri nel romanzo di Cavina, soltanto un ragazzo spaven-tato che cerca di sopravvivere e un uomo costretto a scegliere se rischiare la vita per salvarlo.<\/p>\n<p>\u00abNon mi sono documentato: ho scritto quello che ricordavo e quello che non sapevo l\u2019ho potuto immaginare\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MARTA MORAZZONI MARTED\u00cc 19 NOVEMBRE le frontiere del mito ore 10, Liceo scientifico Fermi, via Monte Nero 15A, Arona ore 12, Liceo linguistico Galilei via Gentile 33, Gozzano Incontro con i giovani a partire da Il dono di Arianna (Guanda) Marta Morazzoni \u00e8 nata a Milano nel 1950 e si \u00e8 laureata in Filosofia. 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