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Sorsi con Marco Scardigli e Roberto Sbaratto

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Attraverso citazioni letterarie, aneddoti, racconti di grandi autori e momenti musicali si spiega quale sia il ruolo del vino nella nostra cultura. Serata a cura degli autori del libro Sorsi Marco Scardigli (recente finalista al premio Bancarella con Évelyne) e Roberto Sbaratto, con Luigi Ranghino al piano
e Alessandro Francoli come maestro di degustazione. Un evento al confine tra la passione per il vino e quella per i libri: il volume al centro racconta le bevande alcoliche nella nostra cultura. Come se fosse una grande degustazione, fra le pagine si assaggiano vari punti di vista (letterario, religioso,
poetico, storico, umoristico), modi espressivi differenti (la citazione, la canzone, l’aforisma, la poesia) e si assaporano classici come Omero e Orazio o moderni come Hemingway e Simenon, passando da Lorenzo il Magnifico ad autori minori ma comunque divertenti e un po’ brilli.

 

«Ubriacatevi in continuazione, di vino, di poesia, di virtù, come volete»

 

La frontiera dell’odio alla Biblioteca Civica Negroni

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Antonia Arslan è nata a Padova nel 1938. Ha origini armene e, riguardo al genocidio del popolo armeno, ha anche scritto saggi divulgativi e romanzi. Il suo esordio letterario avviene nel 2004 con La masseria delle allodole (Rizzoli), vincitore del premio Strega di narrativa e finalista al premio Campiello. Il libro più recente è Lettera a una ragazza in Turchia (Rizzoli).

Siobhan Nash-Marshall insegna filosofia al Manhattanville College di New York dopo essersi specializzata all’Università di Padova e alla Cattolica di Milano. I peccati dei padri (Guerini e Associati) si occupa del negazionismo turco e del genocidio armeno.

 

«Non piace a nessuno essere circondato dalla sporca tragedia, toccare quegli orrori da vicino, annusare tutto intorno la morte – e non poter far niente».

Bookcrossing

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È il tradizionale evento di scambio libri a conclusione del festival. Il bookcrossing è un’attività in cui giovani e cittadinanza possono prendere, scambiare e regalare libri che andranno ad altre persone e rivivranno così una nuova vita con nuovi lettori. I libri del bookcrossing restano disponibili per tutti ogni martedì e giovedì pomeriggio e sabato mattina nella Sezione Novarese della Biblioteca Civica Negroni al primo piano di palazzo Vochieri in corso Cavallotti 6 a Novara e nei punti appositi sparsi per la città di Novara, tra cui il Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore. Con raccolta fondi per sostenere il progetto “La Comunità dei libri” della Biblioteca Civica Negroni sostenuto dalla Fondazione Comunità Novarese Onlus.

 

«Se un libro non vi è piaciuto, liberatelo. Se vi è piaciuto, liberatelo per farlo leggere a qualcun altro» (Daniel Pennac)

 

La frontiera delle parole con Andrea Marcolongo

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Nella giornata finale del festival Scrittori&giovani dedicato alle parole degli scrittori e dei libri, scambiati nel bookcrossing gestito dai giovani all’Angolo delle Ore, non può esserci occasione migliore che parlare di un nuovo volume che racconta 99 etimologie di 99 parole per ribellarci alla confusione e al buio che ci travolgono quando rimaniamo muti di fronte al presente: si tratta di 99 parole per ritrovare noi stessi. Andrea Marcolongo è nata nel 1987, si è laureata in Lettere antiche all’Università di Milano e nella sua vita ha viaggiato molto vivendo in dieci città diverse. Attualmente vive a Sarajevo. Scrive di cultura e libri per “La Stampa”, “D-la Repubblica” e “Il Messaggero”. La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco
(Laterza), suo libro d’esordio nel 2016, è stato un caso editoriale con più di centomila copie vendute, tradotto nel mondo. Con Mondadori ha pubblicato nel 2018 il suo secondo libro, La misura eroica, prima dell’ultimo Alla fonte delle parole.

 

«Senza le parole non faremmo che brancolare scomposti nella confusione, incapaci di dire la realtà e ciò che sentiamo. Proprio per questo delle parole dobbiamo avere estrema cura»

La frontiera della guerra con Cristiano Cavina

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Cristiano Cavina, nato a Faenza nel 1974, cresce con i nonni materni e la madre. Le sue due grandi passioni sono il calcio e la letteratura. Oltre che con lavori saltuari, infatti, Cavina si mantiene scrivendo romanzi. Il suo primo libro, Scavare una buca (2010), ottiene un grande successo e viene tradotto anche in francese. In Ottanta rose mezz’ora (Marcos y Marcos) siamo nella seconda guerra mondiale, con due fratelli davanti alla frontiera fra vivere e morire: ma non ci sono eroi né mostri nel romanzo di Cavina, soltanto un ragazzo spaventato che cerca di sopravvivere e un uomo costretto a scegliere se rischiare la vita per salvarlo.

 

«Non mi sono documentato: ho scritto quello che ricordavo e quello che non sapevo l’ho potuto immaginare»

 

La frontiera della notte con Sandrone Dazieri

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Sandrone Dazieri è nato a Cremona nel 1964. È uno dei maggiori interpreti del noir italiano. Inventore della serie di culto del Gorilla, ha pubblicato la Trilogia del Padre tradotta in più di venticinque Paesi. Nell’ultimo libro, La danza del Gorilla, ripropone un personaggio leggendario del noir italiano, il Gorilla, in un viaggio al termine della notte che svela la schizofrenia di «questo tempo marcio, ammantato di promesse scintillanti come i nuovi grattacieli, inchiodato alle ingiustizie di sempre, frontiera di un difficile equilibrio contemporaneo».

 

«I saggi imparano a vivere con quello che non possono vincere, a trovare un equilibrio con esso»

 

La frontiera dell’integrazione con Takoua Ben Mohamed

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Takoua Ben Mohamed, nata a Douz in Tunisia nel 1991, all’età di otto anni è costretta a raggiungere il padre, rifugiato politico in Italia. Cresce a Roma, dove vive tutt’ora. La sua formazione mista, sia nell’ambito grafico che in quello giornalistico, emerge nel suo lavoro di graphic journalist. Molto attiva all’interno di associazioni giovanili, culturali e di volontariato, sceglie il fumetto per parlare di integrazione, cittadinanza, discriminazione, dialogo e culture.

 

«Non esistono due culture che non hanno niente in comune, proprio sui punti in comune dobbiamo lavorare per costruire il dialogo e la convivenza»

 

La frontiera del doppio con Tim Parks

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Tim Parks nasce a Londra nel 1954 e dal 1981 vive a Verona. Laureato in lingua e letteratura inglese è scrittore e giornalista. È stato traduttore dall’italiano all’inglese per autori come Alberto Moravia, Italo Calvino e Antonio Tabucchi. Parks si domanda nell’ultimo libro: che cos’è la coscienza e come funziona davvero? Molti filosofi e neuroscienziati credono infatti che l’esperienza sia chiusa ermeticamente nei nostri crani, una rappresentazione olografica e in fin dei conti inaffidabile della realtà esterna. Colori, odori, suoni, sensazioni, tutto avverrebbe solo nella
nostra testa. Eppure, quando i neuroscienziati tracciano ciò che succede nel cervello, trovano solo miliardi di neuroni che si scambiano impulsi elettrici e rilasciano sostanze chimiche. Forse giunti all’ultima pagina non capiremo davvero che cosa sia la coscienza, ma il mondo ci apparirà più reale e vivo che mai.

 

L’ottimista ha in comune con il pessimista la predisposizione a guardare verso il futuro, a chiedersi: saranno migliori o peggiori gli anni a venire?»

La frontiera del tempo con Renzo Crivelli

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Renzo Crivelli è nato a Novara nel 1945. Laureato in Lingue e Letterature, si trasferisce per un periodo a studiare in Inghilterra. Tornato in Italia, è professore universitario in diversi atenei e, trasferitosi dopo il 1985 a Trieste, fonda il Centro di studi irlandesi e il Laboratorio James Joyce. Presente e passato s’inseguono in queste storie di frontiera tra sentimenti, mistero, spiritualità e introspezione, in un microcosmo collocato da Novara ai laghi d’Orta e Maggiore fino all’Ossola. In un mondo in cui il passato è sempre in agguato, fanno capolino personaggi di oggi e di ieri, reali e storici, persino mitologici: dalla Sibilla Cumana a Petronio, da fra Dolcino a Cicerone. La memoria riesce a mutare il rapporto fra realtà e sogno, facendo
affiorare anche cose che sono state volutamente negate e allontanate da noi.

 

«Noi siamo quello che siamo stati»

La frontiera e le storie con Michela Monferrini

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Michela Monferrini è nata a Roma nel 1986, dove tuttora risiede. Pubblica poesie su riviste a antologie e nel 2005 ha vinto il premio Subway-Poesia. Nel 2014 esordisce con il suo primo romanzo Chiamami anche se è notte, pubblicato da Mondadori. È anche autrice di due guide letterarie dedicate alla Napoli di Raffaele La Capria e al Portogallo di Antonio Tabucchi. Nel 2019 pubblica per La nave di Teseo Muri maestri, una rassegna dei muri più importanti sparsi nel mondo e delle vicende umane che inevitabilmente sono a essi connesse. Quanti significati può avere un muro? Quante storie può contenere, ospitare, dividere? Un muro è chiusura, confine da valicare, limite ostile; è l’ostacolo della nostra azione, il perimetro
istituzionale dei nostri movimenti, l’irriducibile definizione di una diversità. E tuttavia, un muro può anche saper accogliere una preghiera, un sogno; può diventare lo spazio su cui si manifesta l’aspirazione a essere, il permesso di desiderare. Dal Muro di Berlino a quello del Pianto, da Wall Street ai muri dell’artista Candy Chang, che, prima a New Orleans, poi in tutto il mondo, raccolgono i desideri più importanti, quelli che si vorrebbero compiuti prima di morire. Dal muro di John Lennon a Praga fino a quello di Hong Kong, passando per Lisbona, Zurigo, Londra, Parigi, i “muri maestri” sono spazi del ricordo, simbolo di fratellanza, manifesto per la ribellione, l’amore, la gioventù.

 

«Questa è la storia del vostro viaggio e del contrario della parola “sperare”»